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Robot Piscina si Accende ma non si Muove​ – Cause e Soluzioni

Aggiornato il 26 Gennaio 2026 da Fabio Carena

Indice

  • Sicurezza prima di tutto: robot, acqua ed elettricità non perdonano improvvisazioni
  • Capire il sintomo: si accende ma non si muove significa “fermo totale” o “prova e si blocca”?
  • Controllo base: alimentatore, presa e timer, perché “spia accesa” non significa “potenza disponibile”
  • Cavo e connessioni: pieghe, torsioni e falsi contatti che bloccano tutto
  • Filtri e cestello: quando il robot non parte perché è in protezione o “strozzato”
  • Blocchi meccanici: spazzole, ruote, cingoli e detriti che impediscono la trazione
  • Il robot scivola e sembra non muoversi: questione di grip e compatibilità con il rivestimento
  • Aria nel robot e assetto: quando galleggia, si inclina o non “attacca” al fondo
  • Impostazioni, modalità e app: quando il robot è acceso ma in “pausa” o in errore
  • Protezione termica e sovraccarico: quando il robot si accende ma “si rifiuta” di partire
  • Cinghie, ingranaggi e trasmissione interna: il confine tra manutenzione e riparazione
  • Motore o scheda: come capire quando il problema è “elettronico” e non più meccanico
  • Come fare una prova “pulita” dopo i controlli: il test in acqua senza variabili
  • Quando conviene chiamare assistenza: segnali chiari da non ignorare
  • Prevenzione: come evitare che il robot si accenda ma non si muova di nuovo
  • Conclusioni

Il robot piscina si accende, le spie si illuminano, magari senti anche un ronzio leggero e poi resta lì, fermo come un sasso sul fondo. È una di quelle situazioni che fanno perdere la pazienza perché ti danno l’illusione che “quasi” funzioni. E la frase che viene spontanea è sempre la stessa: Ma se si accende, perché non si muove?. La risposta, nella maggior parte dei casi, è più semplice di quanto temi: il robot sta entrando in protezione, ha qualcosa che lo blocca meccanicamente, non riesce a fare presa, oppure l’alimentazione/controllo è attivo ma il sistema di trazione non riesce ad avviarsi.

La cosa importante è non trasformare la diagnosi in una lotteria di tentativi. Un robot piscina è un apparecchio elettrico che lavora in acqua: sicurezza e metodo vengono prima della fretta. In questa guida ti accompagno con un percorso ordinato, dal controllo più banale (e più frequente) fino ai casi in cui serve assistenza tecnica o ricambi. L’obiettivo è farti capire cosa controllare, in che ordine, e soprattutto come distinguere un problema risolvibile “in casa” da un guasto che non conviene forzare.

Sicurezza prima di tutto: robot, acqua ed elettricità non perdonano improvvisazioni

Quando il robot non si muove, la tentazione è tirarlo su, smontare subito qualcosa e “vedere se c’è un blocco”. Va bene, ma con due regole ferree. Prima regola: spegni e stacca l’alimentatore dalla presa prima di toccare il robot o il cavo. Seconda regola: non aprire mai l’alimentatore e non lavorare su componenti elettrici se non sei competente, perché l’alimentatore è la parte che gestisce la conversione di corrente e può essere pericolosa anche quando sembra “spento”.

In più, asciuga mani e superficie di lavoro. Sembra una frase da manuale, ma è una di quelle cose che si dimenticano proprio quando si è irritati. E l’irritazione è un pessimo consulente tecnico.

Capire il sintomo: si accende ma non si muove significa “fermo totale” o “prova e si blocca”?

Prima di fare qualsiasi controllo, osserva cosa succede davvero. Il robot resta totalmente immobile, senza rumori, oppure senti che prova a partire? Ci sono vibrazioni? C’è un ronzio continuo? Si muove di pochi centimetri e poi si ferma? Queste sfumature sono decisive.

Se il robot è completamente muto e fermo, spesso il problema è nell’alimentazione, nel cavo, nel trasformatore, in un blocco di sicurezza o in un errore elettronico. Se invece senti che il motore prova, ma le ruote o i cingoli non girano, è più probabile un problema meccanico: spazzole, cinghie/cingoli, ingranaggi, attrito o detriti che bloccano la trazione. Se gira ma non avanza, entra in gioco la trazione sul fondo, cioè il grip: potrebbe scivolare su una superficie troppo liscia o non fare presa perché le spazzole sono consumate o adatte al tipo di rivestimento.

Questa fase di osservazione dura un minuto, ma ti evita ore di diagnosi sbagliata.

Controllo base: alimentatore, presa e timer, perché “spia accesa” non significa “potenza disponibile”

Molti robot hanno un alimentatore esterno con spie e pulsanti. A volte l’alimentatore si accende, ma entra in protezione appena il robot chiede corrente per muoversi. È come una lampadina che funziona finché non accendi anche il forno: la linea regge il minimo, ma non regge il carico.

Prova una presa diversa, preferibilmente senza ciabatte e prolunghe leggere. Se usi una prolunga, assicurati che sia adeguata e non sottile. Controlla se l’alimentatore ha un timer o una modalità che limita la partenza. Alcuni robot avviano un ciclo solo quando selezioni un programma e premi start sull’alimentatore o sull’app. In altri casi il robot parte solo quando è in acqua, perché ha sensori di immersione o perché il sistema è progettato per lavorare con il raffreddamento dell’acqua.

E qui arriva una domanda retorica utile: stai chiedendo al robot di muoversi fuori acqua? Se sì, è normale che non parta o che si comporti in modo strano. Molti modelli non avviano la trazione a secco proprio per evitare danni e surriscaldamento.

Cavo e connessioni: pieghe, torsioni e falsi contatti che bloccano tutto

Il cavo è spesso sottovalutato. Se il robot si accende ma non si muove, un cavo con micro-rotture interne può essere il colpevole, soprattutto se il robot ha anni e il cavo è stato arrotolato male o schiacciato. In molti casi, le spie si accendono perché passa un minimo di corrente, ma appena il motore chiede più energia, la tensione cala e il sistema si blocca.

Controlla visivamente il cavo lungo tutto il percorso: cerca schiacciamenti, abrasioni, tagli o punti dove il cavo sembra “ammorbidito” in modo anomalo. Controlla anche il punto di innesto tra cavo e alimentatore e tra cavo e robot, se è scollegabile. Se il connettore non è inserito bene, il robot può accendersi ma non avere corrente stabile per la trazione.

Se il tuo modello ha un “swivel” o anti-attorcigliamento, verifica che ruoti liberamente. Se è bloccato, il cavo può tirare e limitare i movimenti. Non è la causa più comune di “non si muove” totale, ma può contribuire a comportamenti strani, soprattutto se il robot si blocca sempre in una zona.

Filtri e cestello: quando il robot non parte perché è in protezione o “strozzato”

Sembra controintuitivo, ma filtri intasati possono far sembrare il robot “morto”. Se il cestello è pieno di foglie, sabbia o alghe, il flusso d’acqua diminuisce e alcuni robot entrano in protezione o funzionano male perché la pompa lavora fuori condizioni. In altri casi, il robot parte ma si ferma poco dopo, come se fosse stanco.

Tira fuori il robot, apri il vano filtro, pulisci bene cestello e griglie, controlla che non ci siano detriti incastrati nelle bocchette di aspirazione. Se il filtro è deformato o montato male, può toccare parti mobili interne e creare attrito. È raro, ma succede, soprattutto dopo pulizie frettolose.

Una cosa che si vede spesso in stagione: il robot viene usato dopo settimane di foglie e sporco. Il cestello si riempie in pochi minuti, il robot “si accende”, inizia a lavorare e poi si ferma o non si muove bene. La soluzione è meno drammatica di quanto sembri: pulizia, svuotamento più frequente, e magari una prima aspirazione manuale grossolana prima di affidarti al robot.

Blocchi meccanici: spazzole, ruote, cingoli e detriti che impediscono la trazione

Se il robot si accende ma non si muove, una delle cause più comuni è un blocco meccanico. Capelli, fili d’erba, foglie dure, sassolini, piccoli rametti: tutto può incastrarsi tra spazzole e telaio, o tra ruote/cingoli e carter. E quando qualcosa si incastra, il motore prova a girare, ma non riesce. A quel punto la protezione interviene.

Con robot scollegato dall’alimentazione, gira a mano le ruote o i cingoli, se accessibili. Dovrebbero muoversi con una resistenza regolare, non a scatti. Se senti un punto duro, è molto probabile che ci sia qualcosa incastrato. Controlla anche le spazzole: se sono a rullo, devono girare liberamente. Se sono usurate o deformate, possono fare attrito anomalo.

Attenzione: non usare cacciaviti come leve aggressive. Meglio pinzette o piccoli attrezzi e molta pazienza. La plastica dei carter, soprattutto dopo esposizione a sole e cloro, può diventare più fragile.

Un aneddoto tipico: un elastico per capelli incastrato attorno al perno di una spazzola. Il robot si accende, fa un ronzio, ma non si muove. Sembra un guasto serio. In realtà è un elastico da due centesimi. Eppure blocca tutto.

Il robot scivola e sembra non muoversi: questione di grip e compatibilità con il rivestimento

A volte il robot “si muove”, ma tu lo percepisci come fermo perché slitta sul fondo o resta nello stesso punto facendo girare le spazzole senza avanzare. Questo succede soprattutto su piscine con rivestimenti molto lisci o con presenza di alghe sottili che rendono il fondo scivoloso. Può succedere anche quando le spazzole sono consumate o non adatte al tipo di rivestimento, per esempio gomma liscia su piastrelle molto scivolose.

In questi casi, la prima cosa da fare è pulire chimicamente e meccanicamente la piscina per ridurre patina scivolosa. Se il fondo è “untuoso” di alghe, nessun robot farà miracoli. Il secondo punto è verificare lo stato delle spazzole e dei cingoli. Se sono consumati, il robot perde trazione. E quando perde trazione, il motore gira ma non produce avanzamento.

Qui è utile osservare: le ruote o i cingoli girano ma il robot resta fermo? Allora è grip. Le ruote o i cingoli non girano proprio? Allora è blocco meccanico o problema motore/trasmissione.

Aria nel robot e assetto: quando galleggia, si inclina o non “attacca” al fondo

Un robot che trattiene aria può comportarsi in modo strano. Può galleggiare parzialmente, inclinarsi, restare in una posizione che impedisce alla trazione di fare presa. Alcuni modelli, quando li metti in acqua, richiedono una procedura di immersione per far uscire l’aria: li inclini, li scuoti delicatamente, li lasci riempire. Se li butti dentro di fretta, possono restare “leggeri” e non muoversi correttamente.

Se vedi bolle uscire per molto tempo, o se il robot tende a risalire, prova a reimmergerlo seguendo una procedura più lenta: fallo entrare in acqua gradualmente, muovilo per liberare aria e assicurati che si appoggi bene. È un dettaglio che sembra banale, ma in certe giornate fa la differenza.

Impostazioni, modalità e app: quando il robot è acceso ma in “pausa” o in errore

I robot moderni hanno modalità diverse: solo fondo, fondo e pareti, linea d’acqua, programmi rapidi, programmi intensivi. Alcuni richiedono un avvio dall’alimentatore, altri dall’app. Se il robot si accende ma non si muove, verifica che il ciclo sia realmente partito. Non fidarti solo delle spie. Alcuni alimentatori mostrano “power” ma non “run”. Alcune app mostrano connessione ma non avvio.

Se il robot ha codici di errore, anche solo con lampeggi, è importante interpretarli. Non serve diventare un tecnico, ma serve capire se il robot sta segnalando “blocco”, “sovraccarico”, “fuori acqua” o “motore”. Se non hai manuale, cerca il modello sul corpo macchina e recupera la tabella errori. È un passaggio che spesso evita interventi inutili.

Un’altra cosa comune: aggiornamenti dell’app o problemi di pairing Bluetooth/Wi-Fi che impediscono il comando. In quel caso, spesso il robot funziona comunque in modalità manuale, ma non parte perché aspetta un comando che non arriva. Provare l’avvio dal pannello dell’alimentatore può isolare il problema: se parte da lì, il problema è nel controllo, non nella meccanica.

Protezione termica e sovraccarico: quando il robot si accende ma “si rifiuta” di partire

Se il robot ha lavorato molto, o se ha provato a muoversi con un blocco meccanico, può entrare in protezione termica. In quel caso si accende ma non avvia la trazione, o prova e poi si ferma. La soluzione può essere semplice: spegnere, scollegare, lasciare raffreddare e riprovare dopo un po’. Ma attenzione: se entra in protezione ogni volta, non è “sfortuna”. È un segnale che qualcosa sta causando sovraccarico. Di solito sono attriti, detriti, filtri intasati, cuscinetti stanchi, cinghie consumate o problemi al motore.

Qui conviene evitare di forzare con tentativi ripetuti. Ogni tentativo, se c’è un blocco, stressa il motore e la scheda. Meglio fare una diagnosi, rimuovere la causa, e poi riprovare.

Cinghie, ingranaggi e trasmissione interna: il confine tra manutenzione e riparazione

Molti robot usano cinghie o cingoli che collegano motore e ruote/spazzole. Se una cinghia si rompe o salta, il motore può girare ma il robot non si muove. A volte senti un rumore diverso, come un “vuoto” meccanico. In altri casi non senti nulla, ma le ruote non girano.

Qui entrano in gioco le differenze tra modelli. Alcuni robot permettono accesso relativamente semplice ai cingoli per pulizia e sostituzione. Altri richiedono smontaggi più complessi, con guarnizioni e chiusure che non vanno improvvisate perché compromettono la tenuta stagna. Se il tuo robot è ancora in garanzia, evitare smontaggi è fondamentale. Se è fuori garanzia, puoi valutare una riparazione, ma conviene farlo con metodo e con ricambi originali o compatibili affidabili.

Il rischio più grande è aprire il robot e poi richiuderlo male, creando infiltrazioni. Un robot che si accende ma non si muove oggi può diventare un robot che non si accende più domani se entra acqua dove non deve.

Motore o scheda: come capire quando il problema è “elettronico” e non più meccanico

Se hai pulito filtri, rimosso blocchi, verificato spazzole e cingoli, provato altra presa e controllato cavo, ma il robot resta fermo, allora aumenta la probabilità di un guasto a motore o a scheda di controllo. I segnali tipici sono: nessun tentativo di movimento, oppure tentativi brevissimi seguiti da stop e reset, oppure lampeggi di errore legati a motore.

Un modo pratico per discriminare, senza strumenti, è ascoltare. Se il robot è completamente silenzioso durante l’avvio, e non senti alcun tentativo, potrebbe non arrivare comando al motore. Se senti un ronzio breve e poi stop, potrebbe essere sovraccarico o motore che non riesce a partire. Se senti rumori anomali metallici, potrebbe essere trasmissione interna danneggiata.

In questi casi, forzare è controproducente. Serve un tecnico o almeno un centro assistenza che possa testare motori e scheda. E spesso, per alcune marche, la riparazione è economicamente sensata solo se i ricambi sono disponibili a un costo ragionevole.

Come fare una prova “pulita” dopo i controlli: il test in acqua senza variabili

Dopo aver fatto i controlli, il test deve essere fatto bene. Metti il robot in acqua con calma, fai uscire l’aria, posalo sul fondo in una zona libera, lontano da scalini e ostacoli. Assicurati che il cavo non tiri e che non sia arrotolato in modo da fare resistenza. Avvia il ciclo con un programma semplice, se possibile “solo fondo”, per ridurre variabili. Osserva per due o tre minuti senza toccare nulla.

Se parte e poi si ferma, guarda se nel frattempo ha aspirato detriti grandi che potrebbero averlo bloccato. Se parte e scivola, guarda il fondo: è scivoloso? Se non parte e l’alimentatore segnala errore, prendi nota del lampeggio o del codice. L’obiettivo è raccogliere dati utili, non ripetere trenta avvii identici.

Quando conviene chiamare assistenza: segnali chiari da non ignorare

Ci sono situazioni in cui il fai-da-te deve fermarsi. Se l’alimentatore scalda molto o emette odori strani. Se il cavo ha tagli o segni di bruciatura. Se il robot fa rumori metallici forti. Se compare un errore ricorrente legato al motore. Se il robot è in garanzia. In questi casi, chiamare assistenza è la scelta più razionale, perché riduce il rischio di danni maggiori e ti permette di intervenire con ricambi corretti e tenuta stagna garantita.

E c’è anche un criterio economico: se il robot è molto vecchio e la riparazione richiede scheda e motore, potrebbe non convenire. In quel caso ha senso chiedere un preventivo e decidere con lucidità, senza accanimento terapeutico.

Prevenzione: come evitare che il robot si accenda ma non si muova di nuovo

La prevenzione qui è soprattutto pulizia e gestione corretta. Pulisci il filtro dopo ogni ciclo o comunque molto spesso, soprattutto in stagione con foglie. Controlla spazzole e cingoli, rimuovi capelli e fili che si avvolgono attorno ai perni. Non lasciare il robot in acqua per giorni se il modello non è progettato per permanenza continua: cloro e sole accelerano l’invecchiamento di plastiche e gomme.

Anche il cavo va gestito bene. Arrotolalo senza pieghe strette, evita torsioni, lascialo asciugare prima di riporlo. Un cavo trattato male è una delle cause principali di problemi intermittenti, quelli più odiosi perché “a volte va, a volte no”.

Infine, non usare il robot come soluzione unica se la piscina è in condizioni pessime. Se il fondo è pieno di foglie e detriti grossi, fai prima una rimozione manuale. Il robot è un mantenimento intelligente, non un bulldozer.

Conclusioni

Se il robot piscina si accende ma non si muove, nella maggior parte dei casi la causa è una di queste: alimentazione instabile o alimentatore in protezione, cavo o connettore con falso contatto, filtri intasati, detriti che bloccano spazzole o ruote/cingoli, perdita di trazione per spazzole consumate o fondo scivoloso, aria intrappolata che altera l’assetto, oppure un errore di modalità/avvio. Solo dopo aver escluso queste cause conviene sospettare un guasto serio a motore o scheda.

Filed Under: Utilizzo dei Robot Piscina

About Fabio Carena

Il mio nome è Fabio e mi occupo di manutenzione di piscine. Ho realizzato questo sito per aiutare che si avvicina per la prima volta ai robot per piscina.

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